Ascari o no
Troppe cretinerie, ma i Responsabili hanno un futuro (nel Pdl)
Il sostantivo “imbecillità” fa capolino nelle parole del più responsabile dei Responsabili, Silvano Moffa, quando commenta certe esternazioni di colleghe e colleghi recentemente promossi a sottosegretari da Silvio Berlusconi. Leggi Perché i Responsabili dicono tante scemenze in libertà? di Giuliano Ferrara
13 AGO 20

E di insulti se n’è presi. “I Responsabili nascono da lì, da un gesto che aveva dignità politica e che tuttavia per molti non è stato facile. Quel giorno abbiamo impedito il sovvertimento della volontà popolare. I Responsabili sono una cosa seria, o forse devono tornare a esserlo. Il mercimonio delle poltrone? Ogni gruppo della maggioranza è rappresentato anche al governo. Ma di che stiamo parlando?”. Moffa, che come ai tempi del Msi si comporta ancora da uomo della macchina di partito, e forse per questo non ama le auto blu e alla ribalta dei giornali preferisce l’ombra del Palazzo, sembra crederci quando immagina che il coacervo scombiccherato di Scilipoti e Pionati, di Melchiorre e Calearo, possa diventare “un soggetto politico federato al Pdl dopo le amministrative. Ne abbiamo parlato con Berlusconi”. Ma ne fa anche una questione di stile, di vecchio stile: “Per non essere chiamati ‘ascari’ bisogna cominciare dal non comportarsi come tali”. Silenzio e lavoro, quasi una regola benedettina. “La Lega ci vede male perché siamo terroncelli, e invece dovremmo rassicurare Bossi, dirgli che non siamo l’Udc e che noi le riforme le vogliamo fare. Tutte. Compresa una riforma elettorale che restituisca peso alla rappresentanza parlamentare”.
C’è responsabile e responsabile, dunque. Forse Moffa, così diverso dagli altri, è allora un irresponsabile? “Non sono il solo a pensare che si debba fare politica, rilanciare l’iniziativa di governo e conservare un profilo di presentabilità. I Responsabili sono molto meglio di quello che non si dica e scriva sui giornali. Nonostante la cretineria e l’ingenuità di qualcuno”. Dopo le amministrative il Pdl pensa di cominciare i più volte rinviati congressi. Se ne farà anche uno nazionale. “I Responsabili, o parte di essi, dovranno entrare nella galassia del Pdl. Con un patto federativo”, dice Moffa, che questa idea la coltiva assieme a un altro grande silenzioso tra gli ex di An ed ex finiani, Pasquale Viespoli. Li unisce un’antica militanza missina, la comune amicizia con il sottile tessitore della politica romana Andrea Augello, e una certa idea, più praticata che teorizzata, di galanthommerie.
“Manca poco. Dopo le amministrative si vedrà se l’iniziativa responsabile, con tutti i suoi limiti, può diventare l’embrione di una terza forza del centrodestra”. Chissà. Pare complicato anche ai più ottimisti tra i sostenitori del Cavaliere. “Non sono entrato in questo gruppo parlamentare per coltivare interessi di potere personale. E chi tra di noi ha offerto questa impressione ha sbagliato. Siamo a un punto di svolta: il Pdl va verso una nuova articolazione di tipo federativo, chi vorrà tra i Responsabili potrà rientrarci. O si fa così, oppure il rischio è che si sfilacci tutto. Non solo i Responsabili, ma il Pdl stesso”.
Berlusconi ieri ha annunciato un altro rimpasto e una legge, nel prossimo Cdm, che aumenta i posti per sottosegretari e viceministri. “Dalle mie parti non si avanzano richieste. Anzi, non mi interessa proprio”. Dicono che il 14 dicembre scorso alcuni deputati del Pdl, corteggiati dall’Udc e da Fli, avessero avanzato richieste del tutto simili a quelle di alcuni Responsabili. “Consiglio a tutti di fare il loro lavoro di parlamentari al meglio finché si può. Non è detto che le liste elettorali rimangano bloccate per sempre”.
Leggi Perché i Responsabili dicono tante scemenze in libertà? di Giuliano Ferrara
Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.
